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My blog

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Scritto alle 21:17

Di domenica, 15 febbraio 2009


Titolo: Kokoro
Pairing:Akame
Capitoli: Unico
Commento: Lo ammetto dovevo pubblicare questa Akame ieri, ma quando sono tornata da lavoro mi sono messa a dormire e non ce l'ho fatta,spero che non ci siano errori non l'ho manco riletta T_T maledetta stanchezza T_T, se cosi fosse lasciatemelo scritto cosi poi correggo...
Anche se "odio" S. Valentino l'ho voluta scrivere perchè mi piace vedere Jin romanticoso <3<3...
Spero che piaccia anche a voi ^_^, Buona lettura *O*/

Kame aprì la porta cosi velocemente da darsela quasi in faccia,

si scansò rapidamente per evitarla e quando apri gli occhi precedentemente chiusi per lo spavento, vide la cosa più bella che avesse mai visto.

Davanti alla sua porta c'era Jin che ridacchiava, per non farsene accorgere teneva una mano davanti la bocca e tossiva...

<<baka ,che hai da ridere?>> chiese kame distogliendo lo sguardo dal suo e notando come era vestito.

<<nulla, nulla>> rispose il ragazzo tornando serio..

Jin indossava una camicia bianca aperta fino a metà petto, una giacca nera con una rosa argentata nel taschino,

pantaloni e scarpe nere coordinate con la giacca...

Aveva un aspetto regale e lussurioso allo stesso tempo, altre persone vestite in quel modo sarebbero sembrate solo eleganti.

<<...me...kame?  -Jin continuava a scuoterlo- si può sapere che hai?>>

<<ah!!! nulla mi ero solo sovra pensiero. entra entra.>>

Jin si sedette sul divano con una tazza di caffè in una mano e una sigaretta accesa nell'altra, il fumo si dissolveva nella stanza lasciando un' aroma dolciastro.

Fumavano la stessa marca di sigarette eppure ogni volta gli sembrava di sentire un odore diverso da quando le fumava lui.

<<Jin.. -kame interruppe il silenzio- ..io sono pronto dove vogliamo andare?>>
<<Hai un posto in particolare dove vorresti andare?>> gli chiese il ragazzo senza muoversi un millimetro da sopra il divano.

<<No, nessuno in particolare..>> rispose rimanendo un pò esterrefatto dall' insolito comportamento di Jin. Il normale Jin gli sarebbe già saltato addosso come un lupo su un’agnello.

<<Allora io avrei prenotato una cosa, ci andiamo?>> dalla voce Jin faceva trasparire un po’ di imbarazzo e felicità

<<si>> rispose Kame felice di sentire che Jin aveva programmato la serata...

Di solito era il contrario, con la memoria e i gusti di Jin, quando era lui ad organizzare le cose ,si ritrovavano spesso in normalissime discoteche...

Scesero le scale in silenzio, Jin si stava dimostrando più pacato e silenzioso del solito.

<<Jin...ehm, che hai?>> chiese Kame con timore.

<<niente, perchè?>> rispose lui senza voltarsi.

<<sei silenzioso, non mi parli non mi guardi.. Ho fatto qualcosa di sbagliato?>>

<<no nulla, non ti preoccupare. Ora ti devo chiedere un favore>> si fermò davanti la macchina,

Kame spalanco gli occhi e poi guardò Jin, che se ne stava tranquillamente immobile davanti ad un porche cayenn nera.

<<e...e questa da dove l'hai presa?>>

<<ecco questo è uno dei favori che mi devi fare, non fare domande e tieni gli occhi chiusi fino a che non ti dico di aprirli.. per favore, lo farai?>>

Con la bocca ancora spalancata e un'espressione sorpresa kame annui.

senza fare domande come gli era stato chiesto.

Jin gli prese le mani e lo accompagnò fino allo sportello della macchina ,facendolo accomodare dentro al veicolo.

<<ora dovresti chiudere gli occhi, e non sbirciare>> disse Jin con tono tra il solenne e lo scherzoso.

kame li chiuse e tutto ciò che percepì da li in poi fu, il suono del motore della macchina che faceva da sottofondo alle note della radio.

Dopo parecchi minuti che a Kame sembrarono ore ,la macchina si fermò e Jin gli fu subito a fianco ,

aiutandolo a scendere dalla macchina e guidandolo verso il luogo dove dovevano andare.

Salirono pochi gradini ,Kame si chiedeva dove fossero, nell'aria aleggiava un' odore di salsedine

e il rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli erano come tamburi nel silenzio della notte.

Si fermarono e kame socchiuse le palpebre per cercare di sbirciare, ma prima che potesse mettere a fuoco Jin gli parò una mano davanti agli occhi.

Sentendo che gli occhi si richiudevano, Jin tolse la mano lentamente facendola scivolare sulla guancia di Kame,

poi prese il suo viso tra le mani e lo avvicinò a se.

<<non sbirciare, non è ancora il momento..>> gli disse sfiorandogli le labbra con un sorriso.

<<ma sono curioso e se continuo a tenere gli occhi chiusi mi addormento>>

<<ancora un secondo>> lo baciò dolcemente e poi gli liberò il viso.

Prese un telecomando dalla tasca e premendo start una musica dolce e dalle noti forti si sparse per la stanza.

Un tango?

Kame spalanco gli occhi e si ritrovò in una stanza enorme, il pavimento era in parquet, le pareti erano grandi vetrate coperte da tende bianche. Oltre le tende si scorgeva il mare nero illuminato solo dalla debole luce della luna.

Non molto distante da loro c'erano un divano e una poltrona di pelle bianca e in un' angolo lontano della stanza c'era un mobile con sopra uno stereo..

Solo una cosa risaltava in quel bianco puro della stanza.

Il rosso di una mazzo di rose posto per terra vicino al divano.

Le casse dello stereo erano disposte nei 4 angoli della stanza in modo che il sound fosse migliore, infatti sembrava che un'orchestra fosse li solo per loro.

Quando lo sguardo di kame incrocio quello di Jin disse,

<<Hai noleggiato la stanza che abbiamo usato per il pv? >> Kame era sempre più sbalordito

<<e non dirmi che la porche è….>> Jin annui prima che potesse finire…

<<non ti piace?>> domandò perplesso

<<no è…è… tu sei veramente pazzo>>

<<si pazzo di te…>> gli sorrise e lo prese per la vita se lo avvicinò  cosi da far aderire i loro corpi come se fossero due tasselli di un puzzle.

Nati per stare uniti.

Jin mosse i primi passi e kame lo seguì armoniosamente.

Danzarono finche non cessò la musica, poi Kame si abbandonò tra le braccia di Jin, si alzò in punta di piedi e lo baciò con passione.

<<Ti amo Akanishi Jin, ti amo perchè sei imprevedibile, riesci a sorprendermi sempre>> furono le uniche parole che uscirono dalla sua bocca.

<<Felice di non farti annoiare -rispose lui con un sorriso- Ti amo anche io , Buon S. Valentino amore mio>>

 


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (2)?


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Scritto alle 22:57

Di sabato, 24 gennaio 2009



Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 6/ 6
Commento: Eccovi qui l'ultimo capitolo di questa ficci, che la mia shore ha iniziato e io ho finito.
Spero che vi sia piaciuta ^^ io l'ho adorata e riletta 10.000 volte.... Bene vi lascio a questo ultimo capitolo ^^ ( non ci credo manco io che ho aggiornato per una settimana di seguito XD)..
Buona lettura *O*/


Kame scattò in piedi e corse verso i suoi amici gridando ossessivamente "Siete venuti a salvarmi~!"

Maru si ritrovò il ragazzo tra le braccia e un po’ confuso, prese a dargli delle amichevoli pacche sulla schiena dicendo "Calmati Kame!"

Jin si alzò in piedi, si pulì i pantaloni e si avvicino anche lui al gruppetto
"Ce ne avete messo di tempo per accorgervi che eravamo scomparsi!"

"Ohi Jin!" gridò Koki "Guarda che dovresti ringraziarci invece che stare a brontolare!"

Beh ringraziarli era una parola grossa e poi loro avevano appena ucciso l’atmosfera intima che si era creata tra lui e Kame.

Il ragazzo storse il naso ci pensò un po’ e poi sibilò con un filo di rabbia nella voce "Di cosa dovrei ringraziarvi?", in fondo cosa c’entravano loro?, perché doveva ringraziarli?

"ehm... di nulla" rispose prontamente il biondino, sorridendogli quasi di scherno.

"Ah Jin, prima che mi dimentichi…" disse Junno mettendosi una mano in tasca e ritirandola fuori con un oggetto grigio e rettangolare..

"Aaaaah!! ma quello è il mio cellulare, come ce l'hai tu?"
"Gli altri mi avevano detto di prenderlo nella tua borsa e… " Jin non fece finire la frase al ragazzo. Lo zittì con un solo gesto della mano.

Spostò il suo sguardo sugli altri tre ,precisamente allineati ,che dapprima guardarono Junno in cagnesco e poi guardarono Jin sorridendo nervosamente....
"Siete stati voi a chiuderci qui dentro?"
"bhe…ehm… ecco " koki si carezzo i capelli nervosamente, Maru tossì, Ueda dava gomitate a Junno sussurrandogli qualcosa, cui solo lui poteva capire.

Dal volto di Junno trapelò, paura e tristezza.
Kame ancora abbracciato a Maru si scostò lentamente rimanendo sconcertato a fissare gli occhi dell’amico.

"siete stati davvero voi?" domando con voce sottile, come per reprimere un grido…

Kame fino a quel momento aveva avuto la meglio sul suo autocontrollo e per colpa di quei 4 scemi ora era andato tutto a puttane…

Senza riuscire più a trattenere la sua rabbia esplose in una scenata inverosimile.

"Degli altri non mi meraviglio affatto, ma tu Maru sapevi quello che provavo, sapevi benissimo come stavo!" fece una breve interruzione per riprendere fiato, ma prima che potesse ricominciare a sbraitare Maru prese parola..

"Si lo sapevo ed è per questo che ho acconsentito a questa cosa, eravamo tutti stufi dei continui litigi tra di voi. Siamo un gruppo da molti anni, e non solo come cantanti ma anche come amici. E noi abbiamo agito da amici perché vi vogliamo bene e non vogliamo che continuiate a soffrire in questo modo."

Maru aspettò una risposta, ma il silenzio era caduto nella stanza, tutti si guardavano senza dire nulla.

Fu kame a rompere la quiete, prendendo la borsa e si fece strada tra i 4 ragazzi che lo guardavano ancora muti, per poi scomparire dietro la porta…

Jin senza aggiungere altro lo segui, passò tra i 4 guardandoli irato…

"Kazuya chotto…" disse correndo, per poi affiancarsi al ragazzo che aveva rallentato il passo per aspettarlo.

Inaspettatamente lo prese per mano, lo costrinse a fermarsi del tutto e a voltarsi verso di lui.

Si guardarono per pochi istanti, Jin ghermì il volto di Kame con le mani rizzandolo di poco , il ragazzo segui il movimento del compagno alzandosi in punta di piedi.

Jin si avvicinò lento alle labbra di Kame , che lo accolsero con un sorriso e poi con passione.
"ricominciamo tutto dall’inizio?" chiese Jin abbracciando il ragazzo dalla vita per stringerlo di più a se.

" Si ne sarei davvero felice, ma stavolta niente segreti ,niente scappatelle o giuro che te la faccio pagare cara e non mi fermerò ad un pugno." disse con fermezza e sguardo torvo.

"Wakatteru, wakatteru" rispose cingendolo di più a se.

In quel momento di silenzio , delle voci arrivarono alle loro orecchie

"EHI, BAKANISHI PORTA IMMEDIATAMENTE QUI IL TUO SUADENTE CULO" la voce inconfondibile di Koki riecheggiava nel corridoio deserto

"che hai combinato?" disse kame guardando Jin che nel frattempo era scoppiato a ridere…

"oh, diciamo che non siamo l’unica coppia ad avere dei problemi, forse devono riflettere un po’ anche loro."

Fece spallucce come per prenderli in giro, ridacchio un altro po’ guardando in direzione della porta da cui provenivano ancora insulti e colpi.

Si rivolse di nuovo verso Kame e gli sorrise dolcemente
"bhe dove eravamo rimasti?"
chiese trasformando il dolce sorriso in uno dei suoi soliti accattivanti ammiccamenti.

"Insaziabile come al solito" rispose kame sorridendo.

"Devo recuperare i mesi perduti…" continuarono a baciarsi fino a che dalla parte opposta del corridoio non arrivò un uomo.

Si allontanarono di scatto cercando di fare gli indifferenti ogni tanto lanciavano occhiate all’uomo che ora si era fermato davanti alla porta che Jin aveva chiuso a chiave.

"la chiave ce l’hai tu, vero Jin? "domando Kame con voce pacata.

"ehm… oh oh!!" rispose carezzandosi la testa.
"sei sempre il solito baka.. BAKANISHI" urlò dandogli uno schiaffo sulla testa.

La porta si aprì e koki usci fuori correndo verso di loro come un saetta, seguito dagli altri.

Jin e Kame si guardarono, si presero per mano e fuggirono per gli studi cercando di non farsi prendere dagli altri componenti dei KAT-TUN…



^THE END^


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (3)?


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Scritto alle 12:53

Di sabato, 24 gennaio 2009



Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 5/ 6
Commento: .... basta so depressa T_T e non so che scrivere....leggete la ficci e commentate mi raccomando *O*/..
Buona lettura *O*b


Il ragazzo stava combattendo una guerra dentro di sé: fidarsi è bene o male?

Perchè lui era così tranquillo? Come riusciva?

Davvero per Jin, la sua presenza era così insignificante da renderlo insensibile?

Perché lui non riusciva a fare lo stesso?

Perché stare in una stanza insieme era diventato così problematico?

Perché si sentiva solo lui quello ferito?

Perché?

Più ci pensava più cresceva in lui la voglia di piangere, quasi istintivamente si sporse buttandosi letteralmente tra le braccia di Jin, nascondendo il suo viso alla sua vista.

Forse quella battaglia l’aveva persa.

Orgoglio contro Sentimento.

Aveva vinto il sentimento.

Ma poteva davvero essere considerata una sconfitta per Kame?

Jin d’altro canto, ne era rimasto molto sorpreso inizialmente, poi comprese cosa fare, le sue mani percorsero lentamente la schiena dell’altro per poi allacciarsi con forza alle sue spalle.

"Daijoubu da yo…" gli disse poi, con un sorriso sulle labbra, compiaciuto forse, di quanto Kame in realtà, non fosse poi così perfetto, che anche lui dopo tutto avesse ancora un lato umano.

Kazuya si sentiva un idiota. Un completo imbecille.

Perché doveva sempre dipendere da Jin?

Perché si sentiva al sicuro solo quando stava tra le sue braccia?

Esisteva una risposta ai suoi mille "perché"?

In quel momento sentiva che dentro il suo corpo, ormai, le emozioni facevano da padrone.

Jin si rese conto che quello che aveva tra le braccia era il vero Kazuya, non quello che posava spavaldo davanti all’obbiettivo della macchina fotografica, non quello che quasi si rompeva una caviglia a furia di provare la coreografia pur di renderla perfetta, non quello così competitivo che per aver tentato di fare un acuto più alto del suo aveva perso la voce; davanti a lui stava il suo vecchio Kamenashi Kazuya.

Il ragazzino dall’animo gentile e la personalità un po’ matta, come lui.

Volle allora seguire il suo esempio ed essere sincero anche lui, mostrando la parte più arrendevole di sé, la parte che non aveva mostrato, mai, a nessuno.

"Kazuya… io ti ho mentito prima…" gli sussurrò in un orecchio.

Kame scostò un attimo la testa dal suo petto e lo guardò negli occhi un po’ preoccupato.

"Riguardo a cosa?" chiese insicuro sul da farsi.

"Alla faccenda di Yamapi…" Jin prese fiato, poi continuò "Quando… ho detto che forse amavo più lui di te…"

Kame era sorpreso e non sapeva come reagire, ma dentro di lui, sapeva che era il momento di formulare quella domanda che tanto lo spaventava: "Allora perché mi hai tradito?"

Era la domanda più ovvia del mondo, ma proprio per la sua ovvietà, lasciò di sasso Jin che in quell’istante non sapeva proprio che dire, anche lui doveva scavare in se stesso, adesso toccava a lui parlare.

Le lacrime che Kame aveva versato, cessarono di cadere, lasciando la sua mente libera, per donare tutta la sua attenzione a Jin, per imprimere nella mente ogni parola che avrebbe detto, anche la più dura, per ottenere finalmente la risposta che meritava da ormai troppo tempo, ma anche l’altro aveva ottenuto qualcosa che meritava: la possibilità di parlare, quella possibilità che gli era sempre stata negata.

Jin deglutì a forza, era arrivato il momento in cui anche lui avrebbe aperto il suo cuore e avrebbe affrontato uno dei suoi più grandi timori: esprimere i suoi sentimenti, non era bravo nei discorsi, lo sapeva, di solito si spazientiva e finiva per confondersi fino a farsi venire l’emicrania. In quell’istante, non aveva la minima idea di dove cominciare, così con il suo solito tatto, disse la prima cosa che gli frullava in testa:

"L’ho fatto perché il tuo amore non mi bastava…"

Se mai era esistito il premio per l’idiota dell’anno, con quella frase se l’era proprio meritato.

Kame lo guardava basito, non riusciva a credere che l’avesse detto sul serio.

"Come il mio amore non ti bastava?" chiese quasi isterico "Jin ti rendi conto che io ti ho dato tutto me stesso?"

"Kazuya lo so…" ammise il moro portandosi una mano sul viso, aveva decisamente sbagliato ad esprimersi, era per quello che odiava parlare di sé "Forse non avrei dovuto cominciare così, ma il fatto è che il me di allora era un totale idiota e non riusciva a capire i tuoi sforzi, io davvero credevo di non essere importante per te, e questo mi dispiace…"

Kame sussultò, una piccola parte di lui si sentiva in colpa perché sapeva che per via del lavoro lo aveva trascurato non poco, ma quello non giustificava certo le sue azioni.

"Avresti dovuto parlarmene se ti sentivi così!"

"Lo sai che non ne sarei mai stato capace, ero e sono, troppo orgoglioso" disse Jin con voce grave "Per me sarebbe stata una sconfitta morale, venire a parlarne con te, perciò ho fatto la cosa che mi veniva più semplice: ho cercato amore da un’altra parte…"

Kazuya lo sapeva, sapeva che parlare con lui non gli avrebbe portato nulla di buono, forse aveva solo troppa paura di soffrire ancora, era troppo spaventato per riuscire a sostenere una conversazione. Non era ancora pronto.

Stava quasi per alzarsi e allontanarsi da lui, quando Jin terminò la sua frase.

"Ma, non vuol dire che io lo abbia trovato" il ragazzo abbassò gli occhi, sfuggendo dallo sguardo dell’altro "Nemmeno da Pi ho trovato l’amore che cercavo, anzi mi sono sentito in colpa, non solo per te, ma anche per lui, lui per me era solo un amico, mentre sapevo bene che per lui io ero molto di più…"

Ci fu un istante di silenzio in cui Kame ancora un po’ scosso cercava di mettere insieme due parole per rispondergli, ma nulla di quei pensieri che gli affollavano la mente sembrava adatto.

Perché Jin aveva l’innata capacità di complicare le cose?

Perché non gliene aveva mai parlato?

Ora avrebbe potuto aggiungere pure quelle alla lista delle "domande senza una risposta".

Jin guardava il viso triste e ferito di Kame e si sentiva peggio che mai, sapeva di aver deluso le sue aspettative ancora una volta, sembrava che nella sua vita non fosse capace di fare altro.

"Kazuya, mi dispiace davvero molto e non saprei in che altro modo dimostrartelo" disse portandosi una mano al petto "Se potessi tornare indietro, non rifarei lo stesso errore…"

Quella frase parve priva di significato agli occhi di Kame.

"Perché?" chiese "Cosa sarebbe cambiato?"

Jin si morse nervosamente il labbro inferiore, avrebbe preferito mordersi fino a sanguinare piuttosto che rispondere ad un’altra domanda, pur di non apparire più patetico di quanto già lo fosse, ma ormai non poteva tirarsi indietro.

"Perché…" sussurrò impercettibilmente "…perché mi ha portato via l’unica cosa che io abbia mai amato in tutta la mia vita!"

"E che cos’era la cosa che più amavi?" fece eco Kame con voce tremante.

"Tu" disse Jin avvampando improvvisamente "Tu eri la cosa che più amavo al mondo, è proprio vero quello che si dice: capisci l’importanza di qualcosa solo quando non è più tua…"

Kazuya trattenne il respiro, egoisticamente, una piccola parte di lui, conosceva già quella risposta, ma aveva preferito fare l’indiano e ascoltare quelle parole direttamente dalla bocca di Jin, perché sapeva che non avrebbe, mai più, avuto occasione di sentirle una seconda volta. Un po’ si sentì sollevato, quella era la certezza che stava cercando, era davvero convinto della sua sincerità.

"Mi dispiace di averti fatto del male…" ripetè Jin con un filo di voce "E’ successo tutto per via del mio egoismo, non ti biasimo se mi odi, anzi lo capirei perfettamente…"

Kazuya vide qualcosa di diverso in Jin, sentirlo pronunciare quelle parole, rendeva tutto quasi incredibile, era maturato, aveva imparato ad ammettere i suoi errori e ad essere più dolce e apprensivo verso gli altri.

"Jin" sussurrò Kame circondandogli il viso con le mani "E’ vero che a volte mi dai sui nervi, ma non potrei mai odiarti…"

Il ragazzo gli sorrise, poi riprese le sue parole "Credimi ci ho provato molte volte, ma sembra che per me sia impossibile farlo."

"Kazuya…"

"Dopotutto non è stata solo colpa tua, anche io c’ho messo del mio, sebbene in minor parte"

"No, non dire così" disse il moro d’improvviso "Kame, quello che ha più sofferto sei stato tu e questo non me lo perdonerò mai, quindi non è giusto che…"

Kame poggiò un dito sulle sue labbra gonfie, spezzando quella frase a metà "Shh~ non aggiungere altro, saresti capace di rovinare ogni bella cosa che hai detto fin’ora…"

"Ohi!"

"Shht~!" lo zittì di nuovo "Ora ti dico io una cosa: sono felice di averti lasciato spiegare."

Kame fece scivolare lentamente il dito liberando le labbra dell’altro e chiuse gli occhi, lasciando intendere cosa desiderasse. Un bacio.

In quell’istante sentiva davvero che avrebbe trovato la forza di perdonare quell’idiota, dopotutto, anche se non lo voleva ammettere, aveva ancora bisogno di lui. Avrebbero potuto ricominciare da capo, promettendosi l’un l’altro di essere sempre sinceri in futuro, ignorando ogni insulsa questione di orgoglio.

Jin chiuse gli occhi a sua volta lasciando scivolare una mano dietro la nuca di Kame, avvicinò il suo viso a quello dell’altro e già pregustava la scena.

Pochi secondi e avrebbero sigillato quella promessa, ma improvvisamente "qualcuno" interruppe i due ragazzi.

La porta della stanza, che fino a poco prima era ermeticamente chiusa, si spalancò di colpo e apparvero Koki, Junno, Maru e Ueda.

"Kame, Jin!!!" urlarono entrando e fermandosi all’interno.

I due ragazzi seduti a terra, uno accanto all’altro e con i visi quasi a contatto, si separarono in un batter d’occhio, diventando rossi di vergogna. Gli altri quattro membri dei KAT-TUN si guardarono intorno con l’aria perplessa.



TO BE CONTINUED....


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (4)?


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Scritto alle 20:03

Di giovedì, 22 gennaio 2009



Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 4/ 6
Commento: sono di nuovo qui *O*/ 4 giorno 4° capitolo di questa ficci che sta per giungere al termine.. Mancano solo due miseri capitolini T_T...Bhe di certo questa non sarà l'ultima ficci a 4 mani che scrivo con la Shore XD, anche se questa è stata un  ficci scritta metà e metà XD...
Bene la finisco con le chiacchiere *O*/ buona lettura <3
 

 


 

Jin prese Kame per il colletto della camicia e lo sbatté violentemente contro una parete adiacente a loro. Kazuya gridò per il dolore e digrignò i denti, cercando di trattenersi il più possibile. Il moro spinse il suo corpo contro quello di Kame immobilizzandolo completamente, poi bloccò le sue soffici piccole mani contro il muro, proprio sopra la sua testa.

I due si fissarono intensamente per alcuni fugaci secondi.

Entrambi ansimanti, sanguinanti e grondanti di sudore.

Il loro piacente viso era pieno di lividi.

La bocca di Jin respirava affannosamente a pochi centimetri da quella di Kame, quasi rubandogli l’ossigeno.

Kame si passò la lingua sulle labbra, pulendole da quel sangue ormai secco, i suoi occhi infuocati erano bramosi di altro sangue, di altra violenza, di altro contatto carnale tra loro.

Fu in quell’istante che Jin ne approfittò e con un gesto fulmineo, prese possesso della bocca di Kame.

Aggressivamente.

Ardentemente.

Inaspettatamente.

Kame chiuse gli occhi e lasciò che la vogliosa lingua dell’altro esplorasse quell' antro caldo, che gli stava di fronte.

Era quasi un desiderio animalesco.

Un desiderio che entrambi, negli ultimi tempi, avevano cercato disperatamente di reprimere.

Jin lasciò la presa sui suoi polsi e fece scivolare le sue grandi mani giù per le braccia di Kame, fino ad arrivare al petto dove cominciarono a sbottonargli la camicia.

Lentamente.

Un bottone per volta.

Kame si sentiva come se fosse stato appena drogato.

Nella sua mente, non riusciva a mettere a fuoco la situazione.

Cosa diamine stava facendo?

Le sue mani sfiorarono le muscolose braccia dell’altro e strinsero forte quella carne.

Non era un’allucinazione.

Stava baciando Jin!

Il nemico!

Stava cadendo di nuovo nella trappola!

Stava per rimanere impigliato ancora una volta in quella rete di bugie!

Non stava succedendo davvero!

Riprese subito coscienza di sé e morse il labbro, già, dolorante di Jin.

"Ahio!" disse il moro portandosi subito una mano alla bocca
"Prima mi tiri un pugno, poi come se non bastasse, infierisci e mi mordi? La mia truccatrice ti odierà a morte…"

"Allontanati da me…" sussurrò Kazuya spingendo via, con la poca forza rimasta, il corpo dell’altro.

Prese le distanze e si mise al capo opposto della stanza, lasciandosi scivolare lentamente a terra.

In quell’istante sentiva davvero di aver toccato il fondo.

Come se tutti gli sforzi fatti fino a quel momento erano stati inutili.

Peggio di così non poteva andare.

Quello che si percepiva dopo, era la cosiddetta "quiete dopo la tempesta".

Jin stava da una parte, seduto a terra, coperto dal suo giubbotto, canticchiando sottovoce una canzone di Justin Timberlake. Teneva gli occhi chiusi e si passava la lingua sul labbro di tanto in tanto, cercando di disinfettarlo meglio che poteva.

Nella testa aveva ancora quel bacio di sangue con Kazuya.

Aveva provato un’emozione tanto intensa, che il suo cuore ancora batteva forte al solo pensiero.

Dall’altra parte stava Kame, rannicchiato su se stesso, con la testa nascosta tra le ginocchia e altri pensieri in porto.

Com’era potuto accadere? E perché poi!

Lui era sicuro di sé, sicuro che non ci sarebbe più cascato.

Dannazione, era tutto così assurdo.

Era stato lui a perdere la testa per primo, questo lo sapeva, almeno riusciva ad ammettere le sue colpe.

Era impazzito dal primo minuto che era rimasto chiuso da solo con Jin.

Se solo avesse avuto il tempo di pensare, di organizzare un piano intelligente, non si sarebbe ritrovato ancora lì.

Cominciò a pensare alla sua famiglia che lo aspettava per cena, li aveva anche avvisati che sarebbe riuscito a tornare prima,

per riuscire a passare, finalmente, più tempo con loro. Gli aveva mandato un messaggio e…

"Un messaggio…" sussurrò rimuginando sui propri pensieri.

D’improvviso alzò la testa.

Il suo cellulare!

Ma certo!

Lui aveva ancora il suo cellulare!

Come aveva potuto non pensarci prima?

Non tutto era ancora perduto!

C’era rimasta ancora una speranza di uscire da quella situazione.

Una speranza per non dover passare tutta la notte con lui.

Kame si mise le mani in tasca ed estrasse il suo cellulare lanciando un compiaciuto "Yosha

Jin lo guardò dal fondo della stanza "Hai un cellulare!" gridò "Possiamo andarcene allora!"

Kame sorrise e lo aprì velocemente, ma quel suo entusiasmo si spense subito.

Batteria scarica.

"Dannazione!!!" urlò gettando a terra quel aggeggio che si ruppe in due.

"Ohi! Perché l’hai buttato?"

"Aveva la batteria scarica…"

"Ma non c’era bisogno di distruggerlo!" disse Jin raccogliendo alcuni pezzettini di plastica schizzati vicino a lui.

Ora aveva davvero perso ogni speranza.

Ora era davvero arrivato al suo limite.

Era sottopressione, stanco, stressato, nervoso.

Sapeva che nulla avrebbe potuto salvarlo da quella situazione, che era arrivato il momento di affrontare uno dei suoi più grandi timori: parlare ancora una volta con Jin, non era una cosa da poco, la sua paura non era infondata.

Sapeva che il Bakanishi non sarebbe riuscito a restare zitto ancora per molto e avrebbe sicuramente cominciato a parlare. Magari anche civilmente. Forse avrebbe iniziato parlando del tempo, di quella leggera pioggia che aveva cominciato a cadere e inevitabilmente avrebbe portato la testa indietro a ricordare i felici giorni di pioggia passati insieme e da lì arrivare a parlare del suo tradimento era un attimo.

Sapeva che fare una conversazione con Jin era come camminare sull’orlo di un precipizio e sentiva che lui sarebbe stato l’unico a caderci dentro, quando parlavano, era lui ad avere il coltello dalla parte del manico, con una sola parola aveva il potere di lacerare quella ferita che cercava disperatamente di rimarginarsi, quella ferita così infetta che sapeva gli avrebbe lasciato una cicatrice per tutta la vita.

In quel momento, sentiva di essere il più vulnerabile tra i due e odiava esserlo.

Non voleva mostrarsi così al suo più grande nemico, ma non poté farne a meno.

Non riuscì a trattenersi.

La vista, gli si annebbiò sempre più, perché continuare a opporre resistenza al fato?

Senza accorgersene, una lacrima scese incontrollata dai suoi occhi, rigò le guance fino a spegnersi sulle labbra.

Stava piangendo e proprio davanti a lui.

Jin lo sentì singhiozzare senza sosta, si mise allora, a carponi e gattono verso di lui, gli si parò di fronte e gli scostò dolcemente una mano dal viso.

"Kazuya non piangere dai…"

Kame si ritrovò il dolce viso di Jin davanti a lui, due occhi grandi, corvini e lucidi, due labbra così gonfie e violacee che neanche un’iniezione di botulino avrebbe avuto gli stessi risultati, un po’ gli venne da ridere. Jin gli baciò le guancie, asciugando alcune lacrime che bagnavano i suoi zigomi pronunciati, con delicatezza gli liberò la fronte da alcune ciocche ribelle e gli posò un terzo bacio sulla fronte. Kame non si oppose a quei gesti amorevoli.

Una parte di lui, desiderava disperatamente quelle attenzioni da parte di Jin, quelle che fino ad allora non aveva mai ricevuto.

"Daijoubu?" gli chiese il moro, quasi in un sussurro.

Kame non rispose, quando l’altro prese a carezzargli la testa, passando gentilmente le sue dita tra i suoi capelli, come un padrone che cerca di calmare il proprio cucciolo, si guardarono intensamente, l’uno negli occhi dell’altro.

"Come fai a essere così calmo?" chiese a un tratto Kame.

Jin rimuginò un attimo sulla domanda, come se avesse voluto cercare una risposta concreta, ma tutto quello che uscì dalla sua bocca fu un semplice: "Sai come sono fatto… io prendo tutto alla leggera…"

"Oh, questo lo so bene…"

"Ehi, guarda che sei tu quello che sta esasperando la cosa!" rispose l’altro pizzicandogli una guancia "Devi stare tranquillo, non è successo nulla."

"Come no…" sbuffò l’altro ricambiando il pizzico per ripicca, Jin emise un lieve grido e strinse con forza la mano che poggiava sulla sua guancia, senza lasciarla andare.

"Guarda che sono cose che capitano, non sta crollando il mondo!"

Jin sembrava non arrivare al nocciolo della questione, come poteva? Dopotutto era o non era il Bakanishi?

"Ma non ti fa soffrire stare qui con me?" chiese Kazuya con un velo di tristezza in viso.

"Perché dovrebbe?" osservò l’altro, come se non trovasse la situazione così assurda, Kame per un secondo si bloccò incapace quasi di respirare, non aveva mai sentito Jin esprimersi con quel tono di voce, parlava sempre più teneramente, con tanta dolcezza, quanta non ne aveva mostrata mai.

Kame sentiva una morsa al cuore, un tiepido calore avvolgerlo.

Cosa poteva fare?



To be continued .....se you next  chapter *O*/



 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (3)?


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Scritto alle 21:11

Di mercoledì, 21 gennaio 2009



Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 3/ 6
Commento: si si lo so è corto come capitolo *fugge dalle bastonate della kyappa*, però è cosi che deve essere u_u... è la suspance..... di quello che succederà....*viene piacchiata da tutti*...
SHORE COMMENTA QUESTA FICCI DATO CHE L'HAI SCRITTA PURE TU *picchia*
Ora vi lascio al 3° capitolo, buona lettura byebye *O*/




"Come?"

Akanishi forse era arrivato al suo limite di sopportazione.

Si era stufato di quelle parole taglienti come rasoi.

Si era stufato di essere trattato così male.

Di essere costantemente ignorato.

Per poi, durante gli unici momenti di conversazione, essere continuamente attaccato.

"Hai capito benissimo…" ribadì Jin quasi mettendogli il muso.

"No"

Kame non aveva intenzione di dargliela vinta.

Non si sarebbe più sottomesso a lui.

Non sarebbe più stato succube delle sue idee.

Non avrebbe più acconsentito ad ogni suo più piccolo desiderio.

"Non smetterò di insultarti."

"Perché?" chiese Jin con espressione infastidita, forse, dal comportamento di Kame.

"Perché voglio farti del male"

"Prego?"

"Voglio renderti la vita un inferno, come tu hai fatto con la mia!"

"Da te non me lo sarei mai aspettato!" disse Jin applaudendo piano le mani.

"Questo dimostra che non mi conosci più come una volta..se sono cambiato è solo colpa tua."

Il suo viso si dipinse di delusione, mentre i suoi occhi sempre si velarono di amarezza.

Kame trattene un riso nervoso.

Come aveva osato offendersi?

Lui, non ne aveva il diritto. Kame continuò la scenata rompendo il silenzio che si era creato.
"Sono le medesime parole che ho pensato io quando ti ho trovato a letto con Tomohisa!" gli urlò in faccia, senza pensarci due volte, senza pentirsene.

Jin non sapeva più cosa dire.

Si era ammutolito di colpo.

Kame quando voleva, sapeva colpire e affondare.

E in quel momento lo aveva ferito profondamente.

Anche più di quanto s’immaginasse.

Forse ignorava che Jin si era odiato per quello che gli aveva fatto, che si era davvero pentito di quello sbaglio che gli aveva portato via l’unica cosa che aveva mai amato davvero nella vita.

"Sei uno stronzo…" sibilò Akanishi a voce bassa.

"Senti da che pulpito viene la predica…"

Più Kame apriva bocca, più le sue parole diventavano velenose.

Più Kame le pronunciava, più diventavano acide.

E corrodevano il cuore di Jin.

Lentamente.

Inesorabilmente.

"Non hai mai pensato che forse io amassi più lui che te?"

Qualcosa nel petto di Kame si spezzò andando in frantumi.

Rompendosi, in centinaia di piccoli pezzettini.

Bastarono, quelle poche, schiette parole.

Sentiva mancargli il respiro.

Sentiva il sangue pulsargli nelle vene.

Sentiva il cuore battergli furiosamente.

Sentiva gli occhi velarsi di lacrime.

"Stai mentendo…" mugolò portandosi una mano alla bocca, mordendosi nervosamente le sue unghie già troppo corte.

"Puoi ripetere?" chiese Jin che non aveva compreso una parola di ciò che gli era stato detto.
"Sei un bugiardo!!" gridò Kame con tutta la voce che aveva in gola.

Un urlo disperato.

Un urlo strozzato.

Jin era scosso, restava lì immobile e basito.

Fu questione di secondi.

Kame strinse i pugni e gliene scagliò uno in pieno viso.

Diretto.

Senza pensarci troppo.

Il sangue scivolò giù dalle sue labbra per poi cadere a terra, macchiando la moquette.

Era rosso e denso.

Kame portò a se a quel pugno ancora contratto e lo guardò con gli occhi sbarrati.

Aprì lentamente le dita, rilassandole e si guardò il dorso della mano, fissando soprattutto quelle macchie vermiglie che gli erano rimaste sulle nocche.

Jin si passò un dito sulle labbra e raccolse un po’ di quel sangue scarlatto che stava gocciolando e sorrise arrogante.

"Mi hai tirato un pugno?"
"vuoi che te ne dia un'altro come conferma?"

Queste ultime parole furono la goccia che fece traboccare il vaso, Jin e Kame cominciarono a picchiarsi brutalmente.

Insulti.

Spintoni.

Pugni.

Sangue.

Al diavolo la riappacificazione!

I colpi di Kame erano veloci e precisi, Jin era sì, più lento, ma era notevolmente più forte e incassava meglio le percosse, il che era un vantaggio sull’esile corpo di Kazuya.

Si stavano letteralmente gonfiando di pugni.

Nessuno dei due voleva cedere.

Nessuno dei due voleva darla vinta all’altro.

Nessuno prendeva la questione alla leggera, anzi più continuavano, più si accanivano l’uno sull’altro.

-



TO BE CONTINUED.....


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (4)?


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Scritto alle 13:11

Di martedì, 20 gennaio 2009



Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 2/ 6
Commento:Ecco qui il secondo capitolo, sono stata veloce ne *O*b, cmq questo capitolo è ancora scritto dalla shore <3, io ho solo riletto e corretto...
Spero che vi piaccia commentate in tanti <3, *w*m nya

 

"Cretino" pensò fissando il tessuto dei boxer che usciva dai suoi pantaloni.

Sospirò, poi tirò il pomello verso di sé.

tonk

Niente.

La porta non si mosse di un centimetro

"Ma cosa?"

Riprovò ancora.

La porta non si apriva.

tonk

"Che cazz-?"
tonk

"Dannazione!"

Tirò ripetutamente, ma il risultato era sempre lo stesso.

"Che c’è Kame?" chise Jin avvicinandosi al moretto.
"Non si apre più la porta!!" urlò Kame isterico.

"Impossibile! Sei tu che non hai forza nelle braccia!!" sentenziò spavaldo l’altro.

"Ah si? Beh dato che tu sei così tanto forzuto, perché non ci provi tu?" disse Kazuya indicandogli la porta con un gesto leggero della mano. Jin si avvicinò, mentre Kame incrociò le braccia.

"Ora t’insegno come si fa!"

"Non vedo l’ora…"

Il Bakanishi sorrise beffardo, poi tirò verso di sé la porta.

tonk

"Non è possibile!"

Tirò ancora, più forte di prima.

tonk

"Porca tr-!" disse Jin tirando con tutta la forza che possedeva.

Il suo viso si faceva sempre più paonazzo.

"Cos’è che dovevi insegnarmi tu…?" disse Kame trattenendo una risata.

"Risparmiami le tue battute…" proferì Jin fulminandolo con gli occhi.

Il moro tirò ancora e ancora.

"Che diavolo sta succedendo?" gridò sconsolato tirando un calcio alla porta.

"Oh questo è semplice…" disse Kame portandosi una mano sulla fronte.

Jin era un po’ confuso.

"Vuoi aggiornarmi?!?"

"Siamo chiusi dentro."

"EH~?????????"

Era tutta questione di autocontrollo.

Bastava riuscire a mantenere la calma.

Bastava un respirò profondo e una buona dose di positività.

Dopotutto, non stava andando così male…

"APRITI FOTTUTISSIMA PORTA!!!" gridava Kame senza lasciare la presa da quel grosso pomello dorato.

Quasi cercava di staccarlo completamente dalla porta.

"Kame, calmati, così non risolvi niente!"

"Me ne frego! Sono in ritardo! Io ho altro da fare che restare chiuso qui con te!"

Lo stress non lo aiutava molto.

Nemmeno le ultime notti insonni.

Kame non era abituato agli imprevisti.

Lui era un calcolatore, uno preciso, uno che aveva una tabella di marcia a cui attenersi. Non poteva prevedere una cosa come quella e segnarla in agenda tra la riunione con il gruppo e la cena con la sua famiglia.

"Kazu-chan…" sussurrò Jin sfiorando la spalla del compagno.

Quel gesto fece rabbrividire l’altro.

"Non chiamarmi Kazu-chan ti prego!!" disse scostando malamente la sua mano "Risparmiamelo!"

"Va bene sto zitto…"

"Ecco che è meglio…"

Jin si allontanò e si sedette comodamente su una delle sei poltroncine che circondavano il tavolo. Si tolse il giubbino e lo appoggiò delicatamente sul tavolo, per poi mettersi comodo a godersi lo spettacolo.

Uno spettacolo decisamente ridicolo.

Forse, più che ridicolo era patetico.

Kame che imprecava contro una porta chiusa, non era qualcosa che si vedeva tutti i giorni.

"MA PERCHE’ CAPITANO TUTTE A ME!!!" urlò Kazuya sbattendo i pugni contro il legno.

Jin cercò di contenersi, ma guardare il viso imbronciato dell’altro lo fece scoppiare in una fragorosa risata.

"Cos’hai da ridere eh? Fa qualcosa di utile piuttosto!"

"Ma tu mi hai detto…"

"Io ti ho detto di stare zitto, non di fare la bella statuina!!"

"Va bene, ma cosa vuoi che faccia? Ormai ho già tentato prima di aprirla ma non c’è stato verso!"

"Sei veramente inutile…" disse Kame girando su se stesso, facendo avanti-indietro davanti alla porta, cercando di riflettere su una possibile soluzione, poi d’improvviso, l’illuminazione.

"Ho trovato!" gridò ad un tratto battendo un pugno sul palmo della mano.

"Cosa?" chiese Jin alzandosi in piedi.

"Forse non sei così inutile come pensavo…"

"Come prego?"

"Sfonderai la porta prendendola a testate!"

"CHEE??"

"E’ perfetto, quel tuo testone enorme è perfetto!!"

"Stai scherzando, vero?"

"Affatto! Userò la tua testa come un ariete per buttare giù la porta!"

"Tu sei pazzo!"

"Muoviti Jin, mettiti a novanta!!"

"A novanta???"

"Si si, così…"

Kame piegò il busto in avanti e spinse infuri le natiche, l’altro lo guardò strabuzzando gli occhi.

"Ma neanche morto!!"

"Dai! Non sentirai tanto male!"

"Come no!!"

"Avanti, ci vorrà un secondo!!!"

"Ma che vuoi? USA LA TUA DI TESTA PER PIACERE!"

Kame sbuffò lasciando cadere a terra il suo borsone grigio.

"Lo sapevo che eri inutile…" disse togliendosi il giaccone.

"No non sono io ad essere inutile, sei tu che ti sei rincoglionito tutto d’un colpo!"

"Era un’idea geniale e avrebbe sicuramente funzionato!"
"Sicuro… se la tua idea era di mandarmi all’ospedale!!"

Jin girò la testa dall’altra parte.

Ma cosa stava succedendo al pacato e impeccabile Kamenashi Kazuya?

Che davvero lo aveva contagiato con la sua scemenza?

"Ma tu ti senti bene?" chiese ad un tratto poggiandogli una mano sulla fronte, controllando che non avesse la febbre, o qualsiasi altro tipo di malore.

"Ma certo, idiota!" rispose lui schiaffeggiandogli la mano "Sto benissimo!"

"A me non sembra…"

Kame lo guardò storto, lo incenerì letteralmente con gli occhi.

"No è che davvero sembra che tu non ci stia più con la testa!"

Kazuya ci rimuginò un attimo.

Che stesse davvero impazzendo?

Forse.

Anzi probabilmente era così.

La verità era che non sapeva cosa fare.

Sapeva solo che voleva uscire al più presto possibile da lì.

Non poteva restare da solo con lui.

Si stava innervosendo e non riusciva a smettere di tremare.

Era una cosa più forte di lui.

"Senti…" cominciò Kame con tono serio "Io non ho intenzione di restare un altro minuto chiuso qui dentro, hai capito?"

"Certo…"

"Uscirò di qui a tutti i costi!"

"Guarda, io un idea ce l’avrei…"

"Spara…"

"Se vuoi puoi anche saltare giù dalla finestra, così si che fai in fretta!"

"Ma se siamo al terzo piano!"

"Appunto…"

Il silenzio che si creò fu più eloquente di mille parole.

"Guarda che non sei simpatico…" disse Kame alzando gli occhi.

"Cercavo di sdrammatizzare un po’…"

"Beh, sei troppo idiota per riuscirci!"

"Meglio idiota che schizofrenico…"

"Io non sono schizofrenico!" disse Kame puntandogli un dito davanti alla faccia.

"No~ certo che no…" rispose cantilenando,come per prenderlo ingiro

"Sono solo stressato…"

"Non l’avevo capito…"

"Smettila di fare il simpatico che non lo sei per niente!"

Jin sbuffò e alzò lo sguardo, passandosi una mano tra i folti capelli scuri.

Kame strizzò gli occhi e si strinse le tempie per alcuni secondi.

Calma.

Bisognava pensare.

Bisognava cercare di non perdere il controllo.

Bisognava stare attenti a non peggiorare ulteriormente la situazione.

Ma le parole di Kame non aiutarono…

"Questo… è tutta colpa tua!!!" gridò guardandolo negli occhi.

Uno sguardo infuocato.

Uno sguardo accusatore.

Ormai per gli era diventato facile addossare ogni colpa e sventura a Jin.

"Come sarebbe è colpa mia?!? Io non l’ho manco toccata la porta quando sono entrato!"

"Certo e magari la porta si è chiusa da sola!!!"

"Puo anche darsi! Non è un idea così malsana!"
"Non è malsana ma è decisamente stupida!"

"Hai finito di insultarmi?"

Improvvisamente la voce di Jin si fece dannatamente seria.

 


 

che cosa succederà ora?
A
spettate il 3 capitolo per scoprirlo *O*b ....TO BE CONTINUED.....


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (3)?


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Scritto alle 19:22

Di lunedì, 19 gennaio 2009


Titolo: Selfcotroll
Pairing:Akame
Capitoli: 1/6
Commento: Questa ficci è stata iniziata dalla mia shorellina Kia , ma essendo troppo pigra per finirla la finisco io XD...Per ora vi metto il primo capitolo ( devo ancora vedere quanti capitoli fare poi editerò la pag..), spero che vi piaccia *O*b..
Buona lettura  ^^


 

"’Giorno gente"

Kame entrò trascinandosi nella sala riunioni, dove negli ultimi giorni i KAT-TUN si erano ritrovati per discutere sul lancio del loro nuovo singolo in uscita. Il ragazzo salutò tutti con un tiepido saluto, senza troppo entusiasmo, la sua voce debole e fioca non riuscì a sovrastare il brusio di sottofondo che aleggiava nell’aria.

Troppo rumore e lui, non aveva certo voglia di sprecare altro fiato.

Era stanco. Decisamente esausto.

Aveva troppi impegni e se ne rendeva conto: il nuovo singolo, le nuove canzoni del singolo, il nuovo pv, il nuovo drama in cui stava recitando. Tutte cose molto importanti per lui.

E quando una cosa è importante, non la si può trascurare.

Forse l’unica cosa che Kame non rimproverava mai a se stesso era la sua professionalità.

Prendeva molto sul serio il suo lavoro, forse era una priorità anche sul suo stesso organismo.

Si sfiorò il viso con le dita evidenziando le sue pesanti occhiaie.

Quand’era l’ultima volta che aveva dormito decentemente?

Chissà com’era ridotto il suo viso…

Aveva quasi paura di guardarsi allo specchio.

Preferiva non sapere quanto erano gonfi i suoi occhi.

Tanto gli sarebbe bastato un po’ di fondotinta e nessuno avrebbe capito nulla.

Era passato ormai un minuto da quando era entrato nella stanza e neanche uno dei suoi amici aveva ancora notato la sua presenza. Kame sbuffò, si rassegnò e poggiò il suo borsone a terra.

Il tonfo fece girare tutti.

"Ah Kame-chan, sei arrivato!"

"Da quanto sei qui?"
"Ohayo Kame!"

Il ragazzo li guardò uno per uno: Maru stava giocando con il polsino rosa di Koki e Junno teneva in braccio Ueda mentre il piccoletto gli sussurrava qualcosa nell’orecchio.

L’unico che mancava era lui.

Sempre lui.

Solo lui.

Era così ovvio.

Mai un giorno che fosse arrivato puntuale quell’idiota.

Sbuffò di nuovo raggiungendo gli altri, si sedette al tavolo con loro e prese a fissare il cielo fuori dalla finestra.

Ignorando tutti.

Immergendosi di nuovo tra i suoi pensieri.

Perché non riusciva a stare cinque secondi senza pensare a quello che faceva il Bakanishi?

Che lui arrivasse puntuale o meno non era più affar suo. Tempo fa può darsi.

Quando stavano insieme.

Quando si guardavano in volto sorridendo.

Quando di nascosto intrecciavano le loro dita sotto il tavolo.

Quando ridevano delle loro stupidaggini.

Quando erano una cosa sola.

Ora, non c’era motivo di preoccuparsene. La loro relazione era morta e sepolta no?

Dannazione! Lo stava facendo di nuovo!

Era un caso cronico. Esisteva una cura a questa sua ossessione?

Probabilmente no.

Per le pene d’amore non c’è una medicina efficace.

Forse qualcuno avrebbe dovuto inventare un vaccino a questa malattia.

O perlomeno scrivere alcune regole per non rimanerne contagiati.

Mai innamorarsi degli idioti.

Mai lasciarsi coinvolgere.

Mai fidarsi troppo.

Ma ormai era troppo tardi per gli avvertimenti, lui doveva controllare gli effetti collaterali.

Assuefazione.

Dipendenza.

Forse anche pazzia.

Kame si passò una mano tra i capelli e sbuffò per la terza volta in pochi minuti.

Lo stess lo avrebbe ucciso, prima o poi.

La porta della sala venne, ben presto, spalancata da una furia che aveva percorso tutto il corridoio di corsa, facendo un chiasso tremendo, annunciando a tutti il suo imminente arrivo.

"Scusatemi, scusatemi, scusatemi!!" disse Jin giungendo le mani e portandole davanti al viso. Supplicando con voce melensa che lo perdonassero per il suo ennesimo sbaglio.

Uno più, uno meno; che differenza poteva fare?

"Sei in ritardo, come al solito!" lo riprese Koki puntando l’indice verso di lui.

"Lo so, è che stamattina la sveglia non ha suonato…"
"Anche ieri mattina non ha suonato" lo riprese Ueda seccato "Forse è ora di comprarne una nuova…"
"Oh, andiamo ragazzi!" implorò di nuovo il moretto levandosi il giubbotto e poggiandolo sull’attaccapanni "Non sono arrivato così in ritardo dopotutto!!!"

"Ma non è questo il punto!" esordì Kame alzandosi in piedi "Ti rendi conto di essere un irresponsabile senza cervello e che probabilmente nemmeno un’operazione chirurgica risolverebbe la cosa?!?"

"Buon giorno anche a te Kame…" rispose Jin sarcastico.

"Lo sarebbe se tu arrivassi puntuale!"

"Ma se ho detto che mi dispiace!"

"Sei buono solo a scusarti!"

"Ma la volete finire una buona volta!!"

Maru alzò la voce e riportò il silenzio nella saletta, il suo solito viso gentile in quel momento non presagiva nulla di buono. Era arrabbiato. Stufo di sentire le loro voci.

"Non fate altro che litigare, ma si può sapere dov’è il problema?"
"Oh bravo Yucchi che mi difende…" disse Jin sorridendo beota.

"Ti sembra che ti stia difendendo?" lo congelò "Se tu ci facessi il piacere di presentarti in orario la mattina, vedi che, noi non ti urleremmo dietro!"

"Oh bravo Yuichi così si fa, prendi posizione!" rispose Kame applaudendo.

"Guarda che ce n’è anche per te…"

Maru non aveva pietà di nessuno quel giorno. Forse davvero era arrivato al suo limite di sopportazione fisica

"Ueda lo aveva appena ripreso, non c’era bisogno che tu girassi il dito nella piaga!"

"Ma andiamo! Di sicuro non avrà ascoltato una sillaba di quello che gli ha detto Ta-chan!"

"Appunto, è inutile continuare se sai che non ti ascolta!"
"Ohi! Guardate che ci sento benissimo!"

"Basta!" se ne uscì Koki con un grido "Fermiamoci qui prima che la cosa degeneri!"

"Vi prego…" supplicò Junno che, nei momenti di tensione, si copriva le orecchie per non sentirli litigare.

"Gomenasai…"disse Jin chinando il capo.

Sapeva di aver sbagliato.

Sapeva di non essere perfetto.

Sapeva di essere un peso per il gruppo.

Sapeva soprattutto di meritarsi l’appellativo di "idiota".

Ma tutti quegli insulti da parte di Kame gli sembravano troppo.

Capiva perfettamente che era arrabbiato con lui.

Capiva anche che ne aveva tutto il diritto

Ma poteva comunque mordersi la lingua ogni tanto!

Lui non lo aveva aggredito a parole.

Dopotutto stava cercando di ristabilire un rapporto civile tra loro, ma l’impresa, forse, era troppo ardua.

"Ontoni gomenasai…"

Kazuya dal canto suo, si rendeva conto di aver esagerato.

Ma ogni volta che vedeva Jin, sentiva l’irrefrenabile desiderio di fargli del male.

Di ferirlo.

Di farlo soffrire.

Di fargli venire i sensi di colpa.
Di fargli provare almeno un po’ di quel dolore che aveva provato lui.

Ma tutte le volte che lo faceva, si sentiva ancora peggio.

Quella sua stessa freddezza finiva sempre per ritorcersi contro se stesso.

Sentiva come se si stesse chiudendo a riccio, senza lasciare buchi per comunicare col mondo esterno.

Se non comunicava, nessuno poteva fargli del male.

Mai più.

"Bene, ora che vi siete sfogati, possiamo iniziare?" chiese Koki dando il via alla loro riunione.

"Ok, con questo mi pare che abbiamo finito. La data di uscita del Pv è stata stabilita, quindi non vedo altri motivi per farvi rimanere qui" sentenziò Kame sistemando i fogli che aveva sotto mano.

"Quindi ora …" chiese Junno guardando il capogruppo sottecchi.

"Si Junno… potete andare!"

Brusio. Rumore di sedie che si spostavano. Voci che si accavallavano una all’altra.

"Yosh~ Andiamo a casa Maru!"

"Aspettami Ko-chan!"

"Junno per stasera ti ho preparato una sorpresa!"

"Cosa Ta-chan?"

"Delle manette di gomma rosa!"

"NANI!?!?"

Pian piano, tutti uscirono dalla stanza, lasciando dietro di loro un rigido silenzio. Kame continuò imperterrito a raccattare i fogli che stavano sul tavolo e solo poco dopo si accorse che Jin ancora non era uscito.
"Non vai a casa?" chiese il Bakanishi guardando l’indaffarato "amico".

"Prima sistemo il casino che avete lasciato, piuttosto, tu che ci fai ancora qui?" chiese a bruciapelo.

"Ti aspetto…" sussurrò l’altro grattandosi la testa.

"E perché mai??"

"Perché non è bello rimanere da soli…"

Tsk. Cos’era quello? L’atto di carità del giorno?
"Di certo meglio soli che male accompagnati…"

"Kame…"

"Non devi preoccuparti per me, va pure!"

"Ma!"

"Muoviti o non troverai più nemmeno un taxi!"

Jin abbassò il capo, s’infilò il suo giubbino dal colletto di pelliccia e prese la sua borsa a tracolla nera. Prima di uscire guardò un’ultima volta Kame. I due non incrociarono lo sguardo.

Kame era impegnato a fare altro.

Sempre troppo impegnato per badare a quei piccoli gesti d’attenzione che gli regalava.

Jin ormai aveva capito che nella sua testa non c’era più spazio per lui.

Si tirò su il cappuccio e uscì lasciando Kazuya solo.

Kame girò la testa in quell’istante, per guardare la sua ombra sparire nel corridoio.

Ma cosa aveva nel cervello quell’idiota?

Aria compressa?

-Non voleva lasciarlo solo-

Quella era bella.

Riprese a sistemare la stanza.

Lentamente.

Senza fretta.

Se avrebbe finito troppo presto, magari l’avrebbe trovato ancora li fuori e per quel giorno, sentiva di averlo visto abbastanza. Poi chissà se al Bakanishi non fosse venuta la brillante idea di accompagnarlo a casa…

Rimuginò un attimo sui suoi propri pensieri.

Jin qui. Jin là.

Lo stava facendo di nuovo!

Si tirò due schiaffi. Basta pensare a lui. Basta. Basta.

"Adesso conto fino a tre e non penso più a quel cerebroleso" pensò chiudendo gli occhi.

Uno.

Due.

"Scusami Kame-chan!!!" urlò Jin affacciandosi alla porta.

…e tre!

Qualcuno lassù doveva proprio avercela con lui.

"Che vuoi ancora!!" sibilò Kame disperato.

"Niente che abbia a che fare con te, sta tranquillo…"
"Allora che ci fai di nuovo qui?"
"Ho perso il mio cellulare!"

"E cercatelo no?"
"E’ quello che ho intenzione di fare!"

"Di certo io non ti darò fastidio…"

Cadde di nuovo il silenzio.

Jin entrò di nuovo nella stanza e posò a terra il borsone.

D’un tratto la porta si chiuse da sola con un sonoro "clack".

Si senti una lieve risatina provenire dal corridoio, ma nessuno dei due ci fece particolarmente caso.

Ognuno stava pensando agli affari propri.

Kame buttò nel cestino alcuni pezzi di carta che aveva in mano, poi si avvicinò verso la porta e strinse con forza il pomello.

Si girò un attimo e guardò Jin che gattonava per la stanza, in cerca del suo cellulare.

 


 

To be continued.... *O*b


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (4)?


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Scritto alle 21:41

Di mercoledì, 07 gennaio 2009



Titolo: Passion
Pairing: Akame
Capitoli: One shot
Raiting: NC17

Commento:Ok non vi dico l'imbarazzo che ho avuto a scrivere questa ficci, "allora che 'hai scritta a fa? n.d. tutti", ero in periodo Hentai mode XD e come non esserlo se vedi Jin seduto in una posizione del genere? avrei fatto la stessa cosa che avrebbe fatto kame X///D...

Dediche:Alla mia kyapten che oggi è il suo 22esimo compleanno >///<o ( anche se lo metto con un'ora e 20 minuti di anticipo XD) e glielo faccio iniziare bene XD, con una bella ficci h come mi ha chiesto lei nel commento del post precedente. Più H di così non ho saputo farla u///u quindi spero che ti piaccia <3... Ti voglio tanto bene e ti faccio TANTISSIMI AUGURI ora mia hai raggiunto =P da oggi ti chiamo Jii-san XD *fugge*...

Buona lettura *O*/

 

Ormai erano giorni che Kame e Jin continuavano a stuzzicarsi a vicenda. Non si erano ancora rimessi insieme,o per lo meno ancora non del tutto.

Però tra loro c'erano più che dei semplici baci sulle guancie, usati solitamente in segno di saluto.
Tra quei baci c'erano,sussurri lussuriosi, palpatine impercettibili ( per gli altri), ma Kame li sentiva bene.

Si chiedeva spesso come fossero arrivati a quel punto, pensando che fino a poche settimane prima neanche si parlavano!

Ma Jin più passavano i giorni più si faceva loquace. E a Kame la cosa non dispiaceva più di tanto.

Jin, era la cosa che aveva chiesto,desiderato,voluto di più negli ultimi mesi.Sentire la sua pelle calda addosso, le sue labbra morbide...

Nonostante tutto quello che avevano passato, la sua mente era completamente occupata da Jin.

Ma non intendeva dargliela vinta molto facilmente, sapeva come farlo soffrire un pò.

...Un bel pò....

Il moretto, continuava a stuzzicare Kame in ogni modo possibile.

Doppi sensi, leggeri ed improvvisi tocchi in parti del corpo molto sensibili. Tutto, tutto riconduceva ad una cosa....

Kame cercava di tenere a bada il suo autocontrollo con molto sforzo.

Ma nel giro di mezzo secondo ogni suo sforzo era andato perso, tutto si abbattè come un uragano implacabile su di lui.

Jin seduto sulla sedia all'angolo del camerino, intento a leggere un manga che aveva lasciato Ueda sul tavolino, con le gambe divaricate e un pò allargate, poggiate sul tavolino di fronte a lui.

I capelli scompigliati, lo sguardo intenso,la lingua passava di tanto in tanto sulle labbra per bagnarle, la felpa nera aperta ,la maglietta bianca aderente e i pantaloni neri larghi.

Insomma l'immagine della lussuria.
Kame controllò che in giro non ci fosse nessuno, gli altri membri del gruppo già erano usciti dal camerino cosi chiuse la porta a chiave e si avvicinò a Jin -che lo guardava stupito- rapidamente.

Si mise a cavalcioni sulle sue gambe, lo prese per il colletto della maglietta avvicinandolo a se e lo baciò con foga.

Dopo parecchi minuti che parvero ore Kame si stacco ansimante e prima di passare al collo, gli morse le labbra con sensualità per poi sussurrargli nell' orecchio:

<<non puo metterti in queste posizioni e poi pensare di farla liscia.>>
Jin non rispose, si limitò a sfoderare il suo più bel sorriso sfumato da un pò di malizia e alzò di poco il bacino.

Facendo cosi sentire al compagno, che gli stava seduto sopra cosa c'era e si stava formando sotto il cavallo dei pantaloni.

Kame si spostò a guardare il volto di Jin, gli sorrise a sua volta e riprese a baciarlo con molto più ardore di prima, la sua lingua calda si scontrava con quella dell'amante in una sincronia perfetta.

Le mani di Jin erano infilate sotto la camicia di kame e tracciavano rette parallele lungo la spina dorsaleprovocando brividi di piacere, mentre quelle di Kame giocavano con i suoi capelli, scompigliandoli.

Il tocco di Jin dalla schiena si spostava sempre più verso il fondoschiena accessibile grazie all'apertura formata dai pantaloni.

I suoi polpastrelli caldi si insinuavano tra le natiche del compagno. Kame gli bloccò la mano prima che potesse arrivare troppo giù. Poi riportandola di fronte a loro,la mise all'altezza del suo viso e con la bocca cominciò a baciare il polpastrello del dito indice...

<<non credere che sia cosi facile...non sono ancora caduto del tutto nella tua rete...e poi abbiamo da fare e qui c'è gente.. >> disse leccandogli il dito lussuriosamente, per poi alzarsi e dirigersi verso la porta.

Jin non si muoveva e in volto aveva dipinto un'espressione di sofferenza mista a rabbia.

<<che c'è>> biascicò Kame <<è quello che ti meriti...>> poi rimase fermo a guardarlo, si scrutarono entrambi per interminabili minuti.

Kame si chiedeva il perchè Jin rimanesse fermo immobile in quella posizione invece che seguirlo, fermarlo e saltargli addosso.

Poi guardò il leggero rigonfiamento che sporgeva dai pantaloni larghi del moro e capii tutto,

se restava seduto non si notava un granche, ma se si fosse alzato sarebbero stati guai.

Kame sorrise e uscii in silenzio dal camerino richiudendosi la porta alle spalle, cercando di trattenere le risate il più possibile.

<<mo chotto* kameeeeeeeeeee -si sentiva urlare dalla stanza- waaaaaaaaaaaah kuso**, maledetto questa giuro che me la paghi cara.>>

dopo il suo sbraitamento, segui il rumore di una porta che sbatteva.

Kame scoppiò in una fragorosa risata, facendo accorrere gli altri verso di lui.

<<che hai kame ? sei impazzito>> chise Maru guardando l'amico piegato in due dal ridere.

<<no no tutto apposto, diciamo solo che, mi diverto a stuzzicare la gente.>>

<<Junno questa è colpa tua >> disse koki dando uno schiaffo in testa a Junno, che gli era accanto.

<<eeeeh? ma che centro io >> rispose lui piagnucolando

<<tu centri sempre....>>

la discussione tra Junno e Koki durò fino all' entrata nel set. Circa 5 minuti dopo arrivò Jin.

Kame si girò a guardarlo e lui lo ricambio, ma per non scoppiare di nuovo a ridere distolse subito lo sguardo,

Jin si avvicinò svelto e passò tra lui e Junno senza neanche guardarlo.

Dopo circa 4 ore di riprese , e dopo 4 ore che Jin lo evitava, ma cercava di attirare l'attenzione facendo il cretino, il regista disse che avevano finito di registrare..

<<eeeh? già abbiamo finito? >> disse Junno scendendo dalle nuvole

<<si baka, era previsto che l'avremo girato in 6 ore e cosi è stato.>>

koki comincio a rincorrere Junno gridando "baka baka", gli altri corsero subito a dare un aiutino a Junno salvandolo dai certi calci e pugni di koki.

Mentre kame stava per mettere piede nella stanza qualcosa lo bloccò.

Si girò e vide Jin che lo tratteneva per il colletto della camicia:

<<tu ora vieni con me, dobbiamo finire un certo discorso.>>

Trascinato via, Kame comincio ad urlare,

<<Jin mi rapisce ,aiutooooo>>

<<sta zitto ,vuoi che qualcuno ci scopra? >>

ed infatti fu cosi.

<<bakanishi dove lo stai portando?>> disse koki col fiatone (stava ancora rincorrendo Junno?), affacciandosi alla porta.

Jin si fermò di scatto,

<<dobbiamo parlare>> disse, fulminando koki con lo sguardo, quest'ultimo senza dire altro si ritirò nella stanza con gli altri.

Pochi passi più avanti Jin si fermo davanti ad una porta e l'apri, spinse l'amate dentro la stanza ancora buia e richiuse la porta con cura.

...Cioè a chiave...

Kame era schiacciato contro il muro le braccia erano bloccate all'altezza della sua testa dalle mani del compagno.

Si sentì lo scatto della serratura della porta e poi le labbra morbide di Jin si andarono a posare su quelle di Kame,

con troppa velocità perchè kame le accoggliesse come si doveva, ci mise un pò prima di prendere il ritmo adeguato.

Jin lo baciava con sempre più impeto e Kame ricambiava. I giochi erano finiti, ora si faceva sul serio.

La gamba di Jin si insinuò fra quelle di Kame cosi da azzerare del tutto la distanza tra i loro corpi.

Jin si stacco dalle labbra di Kame e cercando di regolarizzare il respiro, cosa impossibile visto il momento,

strappo la camicia del compagno ,evitando un'inutile perdita di tempo a sbottonarla e cominciò a baciarlo dal collo, per poi scendere con continuità su ogni centimetro di pelle fino alla cintura dei pantaloni.

Si inginocchiò davanti a lui, sbottonò i jeans neri e con i denti tirò giù la zip molto lentamente.I pantaloni ormai troppo larghi scivolarono fino a fermarsi sulle caviglie.

Prese a baciare con voglia il membro del compagno da sopra la stoffa nera dei boxer.

kame ansimava sempre di più, le sue mani accarezzavano i morbidi capelli di Jin e gli spingevano il volto sempre più in avanti..

Jin capiì ciò che voleva il compagno, con calma cominciò a tirare giù i boxer neri, che piano piano scoprivano l'erezione pulsante di kame.

Senza indugiare oltre, perchè un kame impaziente gli disse:

<< vogliamo stare a guardalo tutti e due o ti dai una mossa?>>, lo prese in bocca facendo lappate intense e lente.

Kame era preso sempre di più dai spasmi del piacere, le goccie di sudore scivolavano piano sulle guance perdendosi sulle labbra serrate lasciando un sapore salmastro.

Le forze cominciavano ad abbandonarlo e lentamente scivolava verso il basso fino a ritrovarsi sdraiato completamente sotto il suo compagno.

Jin ritornò con il viso su quello di Kame e prese a baciarlo ,mentre con una mano si slacciava i pantaloni e li tirava giù scoprendo la sua erezione ormai schiava degli indumenti che portava.

<<scusa Kame, ma non ho nulla con me, credo che farà un pò male >> disse ansimando

<<niente scuse, chiudi il becco! voglio sentirti dentro di me, adesso.>> gli rispose allacciando le braccia dietro il collo dell'amante, facendosi forza sugli avambracci si avvicino a jin e comicniò a baciarlo.

Jin lo penetrò lentamente, Kame gemette di dolore e Jin si fermo un istante ralletando la penetrazione, una volta entrato tutto il dolore si trasformò in piacere intenso.

Con la mano libera Jin cominciò a dedicare attenzioni al basso ventre di Kame.

Una, due tre spinte e kame già stimolato dal lavoro precedente e da quello in corso, venne, sporcando il suo ventre e la mano dell'amante.

Poche spinte dopo venne anche Jin, il calore sprigionato si irradiò nel corpo di Kame come un incendio improvviso.

Jin cadde sfinito e ansimante sul compagno che stava cercando di riprendere fiato....

Restarono cosi per un pò fino a che kame schiacciato dal peso del compagno disse:

<<se non ti alzi subito credo che questa sarà l'ultima sessione di sesso sfrenato..>>

<<baka>> disse Jin dando uno schiaffo in testa a kame e cominciando a ridere fragorosame

 



*mo chotto : aspetta
**kuso: espressione scurrile = merda -_-''''


Spero vi sia piacuta *O* commentate in tanti


 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (4)?


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Scritto alle 15:03

Di giovedì, 27 novembre 2008


Titolo: Obsession
Pairing: Akame
Capitolo : 1
Commento: Avete mai pensato cosa avrebbero fatto Kame e Jin se non  fossero entrati nel JE? bene io si X°D, siccome per me sono legati dal filo rosso del destino si sarebbero cmq conosciuti quindi eccovi il primo capitolo della  mia versione della loro vita da non Idol... Buona lettura ^_^b

<<*ittekimasu>>urlo chiudendomi la porta alle spalle

<<**itterashai>> sento arrivare da dentro la piccola casa che piano piano si allontanava alle mie spalle, mentre correvo per raggiungere il campo da baseball.

Ormai manca poco meno di un mese all'inizio del primo torneo a cui partecipo ,gli allenamenti diventano sempre più duri e lunghi.

La sera prima di tornare a casa mi fermo a riposare sulla riva del fiume, ascoltando il lento viaggiare dell'acqua mi addormento.

Il vento tiepido con il calare del sole diventa sempre più pungente, accarezzandomi le guance me le fa arrossare e brividi di freddo corrono lungo la schiena.

Mi alzo, togliendomi l'erba dai pantaloni e mi avvio verso casa.

Ma invece del solito fruscio dell'acqua ad accompagnarmi per il breve tratto di strada che mi separa da casa,si sentono dei colpi ripetuti.

Colpi di un pallone che viene ripetutamente sbattuto sul muro. Percorrendo gli argini del fiume mi ritrovo vicino al vecchio ponte che collega le due sponde del fiume.

Sotto di esso un ragazzo magro dai capelli castano scuri e lunghi, stava calciando un pallone.

Le goccie di sudore risplendevano sulla sua pelle olivastra, il suo sguardo concentrato perfettamente sulla palla.

Mi sporgo di più per vederlo da vicino, sulla parete c'è una porta disegnata con il gesso e al centro di essa in punti molto vicini ci sono i segni del pallone.

Neanche io so dire quanto tempo sia passato da quando lo vado ad osservare dopo gli allenamenti.

Nemmeno so il perchè sono cosi dannatamente attratto da lui.

Forse per quella sua aria seria mentre calcia il pallone, o per i suoi capelli inumiditi dal sudore che si attaccano alla pelle del viso.

Insomma mi sono perdutamente innamorato di un perfetto sconosciuto.

"stonck" un improvviso dolore inizia sulla tempia e la pallina da baseball che mi ha colpito rotola lontana da me.

<<***itte>> dico strofinando la mano sulla parte ormai livida.

<<Kamenashi,che diavolo combini? -urla il coach venendo verso di me- non ti fai vedere agli alleamenti da 3 giorni e ora ti permetti anche di essere distratto? 20 giri di campo di corsa>> continua a strillare.

<<Si, coach>> dico abbassando il cappello quasi sugli occhi e cominciando a correre.

Alla fine dell'allenamento, o meglio dire della corsa, mi dirigo come al solito verso il fiume.

Lui è li a giocare, sorridendo mi sdraio e mi giro a guardarlo e piano piano mi addormento.

"stonck" un'altro dolore inizia improvvisamente stavolta in piena faccia.

<<itte, itte, che che c'è oggi ce l'avete tutti con la mia faccia? >>dico massaggiando il naso assicurandomi che non sanguinasse.

Trattenendo una risata il ragazzo dice

<<scusami tanto, ho sbagliato mira >>

alzo lo sguardo che si incrocia col suo...

stupendo....magnifico....

Sento le guance arrossarsi cosi distolgo lo sguardo guardando altrove, poi la sua mano si tende davanti a me.

La afferro per alzarmi e lui con forza mi tira a se

<<Piacere io sono Akanishi Jin>> dice continuando a stringermi la mano.

<<Oh! Pi-Piacere mio, sono Kamensahi kazuya>> rispondo balbettando come uno scemo.

Il suo nome mi risuona cosi bello e perfetto come lui.

<<-nashi-san, Kamenashi -san****>> dice scrollandomi un poco.

Mi sono perso di nuovo pensando a lui, <<ah! ti prego chiamami kame o Kazuya non usare i prefissi >> dico sorridendo

<<Va bene Kazuya>>, il mio nome non era mai stato cosi bello finche non è uscito dalla sua bocca

<<io devo andare, scusami di nuovo per la pallonata, ja ne***** >>

<<******nandemonai -rispondo sorridendo- ciao >>.

Sulla starada di casa mi metto a canticchiare il suo nome nella mente, come un ragazzino alla sua prima cotta.

( che in verità è proprio cosi X°D)

"Aspetta che diavolo sto facendo? lui è un ragazzo e come a tutti i ragazzi piacciono le ragazze"

Accorto di questo piccolo particolare, entro in casa con l'umore sotto terra per quello che avevo appena capito.

*fine prima parte*


[*ittekimasu: io vado
** itterashai: credo che si possa tradurre con "buona giornata"
*** itte: Aia ( espressione di dolore)
****-san : prefisso onorifico che si usa quando non si è molto in confidenza con una persona
*****ja ne: Ciao
******nandemonai: non fa niente, non è niente ]

 ja ne *O*/

 

 

 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (6)?


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Scritto alle 19:52

Di venerdì, 18 luglio 2008



Titolo : Noi
Pairing: Akame
Capitolo: unico

Commento: bho X°D che devo scrive? *pensa* non lo so quando l'ho scritta ero presa da un'impeto di coccole u_u quindi....
buona lettura X°D
P.O.V Jin Akanishi

Mi sveglio improvvisamente da un'incubo che molte volte ho fatto.
lo stesso..
ripetitivo..
L'averlo cosi vicino e sentirlo lontano, non poterlo tenere tra le braccia, sentire la sua morbida pelle,non potergli parlare.
Passo una mano tra i capelli scompigliandoli e la faccio scivolare lenta sul viso.
Scosto di poco il lenzuolo, mi metto seduto sul bordo del letto e immergo il viso tra le mani cercando di togliere dai miei pensieri il ricordo del sogno appena fatto.
Era da molte notti ormai che non mi svegliavo con questo senso di abbandono di solitudine, di paura.
Ho passato notti intere a ripensare a noi a quello che eravamo e siamo.
Il terrore di perderlo di nuovo si impadronisce di me.
Mi alzo piano e vado in bagno, apro di poco il rubinetto dell'acqua fredda e mi lavo il viso.
L' impatto con l'elemento freddo mi fa svegliare del tutto.
Mi asciugo il viso,poggio le mani sul lavandino e mi fisso nello specchio, senza vedere nulla in realtà.
Le poche goccie d'acqua rimaste tra i capelli cadono alternate nel lavandino fino a scomparire nel nulla.
Torno in camera e mi soffermo sulla porta a guardarlo.
Kazuya è li disteso a pancia sotto, con la testa sul mio cuscino, coperto solo da un leggero lenzuolo bianco che si muove appena, con il passaggio dell'aria del ventilatore.
Mi sdraio accanto a lui, che sentendomi muovere allunga la mano verso di me.
Gli porgo la mia e lentamente le nostre dita si intrecciano...
Sussurra il mio nome.
Alzo il lenzuolo per coprirmi e il suo profumo mi pervade.
Potrei stare ore intere a guardarlo, ad accarezzare i suoi morbidi capelli, ascoltare il suo respiro disperdersi sul mio petto.
Ogni piccolo gesto che fa anche se incosciamente, cerca me.
Allunga il braccio e lo mette intorno alla mia vita, posa il volto sul mio petto e sussurra di nuovo il mio nome.
Ora come ora posso solo guardarlo ,Kazuya è la cosa più bella che ho visto in vita mia.
Perdo il senso della realtà, della ragione quando sono con lui.
La mano con il quale accarezzo i suoi capelli scende sulla spalla, per poi risalire lentamente e delineare i suoi lineamenti.
Gli scosto una ciocca di capelli dalla fronte e lo bacio dolcemente.
Incosciamente mi sorride, e ogni mia preoccupazione, ansia, paura si dissolve con quel sorriso.
Con l'immagine di Kazuya sorridente e stringendo di più le nostre mani mi addormento.
Mi sveglio poco dopo, o per lo meno a me cosi sembra.
I raggi solari si fanno strada tra le fessure lasciate scoperte dalle tende , illuminando di poco la stanza.
<<buon giorno >> dice sorridendomi
<<' giorno >> lo guardo mentre si veste, e..
<<Kazuya..>>
<<mmh? che c'è?>>si gira a guardarmi con mezza maglietta infilata
<<Ti amo>>
Si avvicina a me senza dire nulla, si siede sul letto e mi bacia.
<<ripetilo>>
<<Ti amo>> 
<<anche io, e non smetterò mai di farlo.>> dice baciandomi di nuovo.
Ora non siamo più Jin e Kame ma semplicemente NOI...

 

 

Scritto da lilithy86

akame | Qualche commenti (6)?


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In questo blog sono presenti fanfiction Yaoi ,ovvero storie BoyXBoy, quindi se la cosa vi da fastidio potete tranquillamente chiudere la pagina ^^. Grazie lo stesso della visita *O*b

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Nickname: Karin o Cepina

Birth: 28/12/1986

Amo: Image Hosted by ImageShack.us 私の両親、 il Giappone, stare con le mie amichette, Yamashita Tomohisa ,Akanishi Jin , Kamenashi Kazuya ,guardare Jin muovere il ventre, l'AKAME , la voce di Tesshi, appiccicarmi al ventilatore d'estate, la nutella,i temporali,i braccialetti, gli orecchini, tingermi i capelli, lo smalto Cucinare,Leggere,Scrivere ficci,Lo Yaoi,Qaf addicted <3, la pallavolo, il tennis, le macchine sportive e da corsa, i neon colorati nella macchina, scatenarmi in discoteca, i Gatti, i Cani, tutti gli animali <3, Angel addicted, Buffy, i Vampiri ( Angel nya ^//^m).

Odio: Image Hosted by ImageShack.us Le persone che mi guardano dall'alto in basso perchè mi piacciono i giapponesi,PERDERE, l'ipocrisia, la falsità, chi parla male di me dietro le spalle, gli anni del liceo, la solitudine, la depressione, quando vengo illusa, lo shopping, la politica, la chiesa, le vecchie XD, le persone che maltratano gli animali,la coda alla posta, Johnny Kitagawa...

 

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